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Storie e
cultura del Cilento - "Il Cilento Antico"
di Angelo Raffaele
Amato
Capitolo III i Porti
Scario
Nell’anno 470 a.C., alcune navi greche, in cerca di nuove terre da coltivare e di buoni approdi per i loro traffici, al comando dell’ateniese Clistene, dopo essere state sorprese, al largo delle coste calabre, da una furiosa tempesta, venivano spinte dai marosi nella <<Marina dell’Olivo>>. I greci miracolosamente scampati al naufragio, avrebbero messo in fuga i primi abitatori, i quali, rimasti terrorizzati nel veder giungere dal mare quei violatori delle forze di Nettuno, si sarebbero allontanati precipitosamente dal posto, trovando rifugio sui monti dell’interno e fondando l’abitato di Grumentum[1]. Clistene, allora, con pochi naufraghi si sarebbe stabilito sul luogo, dando vita a un piccolo villaggio cui avrebbe posto il nome di Skaios, <<Sinistro>>. L’esistenza di tale convivenza umana trova riscontro in moltissime ossa umane quasi pietrificate, rinvenute nella suddetta località, nell’anno 1924. Come si è detto, la principale fonte di vita e di guadagno della popolazione <<scariota>>, come ci conferma Strabone[2], era costituita dall’industria della pesca; alla quale si aggiungevano, commenta Plinio[3] gli affari del mercato ittico e la produzione del garum[4]. [1]Cfr. Palazzo F. - Il Cenobio basiliano di San Giovanni a Piro e cenni storici su S.Giovanni a Piro, Bosco e Scario Sa 1960 p.47 rip. da Guzzo A., cit.p.97. [2]Strabone - Gheographicon Pempton - Trad. di F.Lasserre - Paris- 1967- Libro VI c.252. [3]Plinio - Naturalis Historia - Libro XXXI c.94. [4]Vedi Capitolo I - La Nutrizione.
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