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Storie e
cultura del Cilento - "Il Cilento Antico"
di Angelo Raffaele
Amato
Capitolo III i Porti
Molpa
Ad oriente di Palinuro, a circa un miglio di distanza dal favoloso Capo, si apre l’amenissimo seno di mare detto della Molpa. Sopra il colle e nella pianura retrostante fra i due fiumi, Lambro e Mingardo, sorgeva l’antica Molpa, fondata, secondo Diodoro Siculo, verso il 470 a.C.[1], ed il grande numero di mattoni di cui il piano è cosparso, insieme alle vestigia di vecchissimi fabbricati, dimostrano, in modo inequivocabile, l’esistenza, in tempi remoti, di un grosso centro abitato[2]. Il sito, perforato da molte grotte[3], che gode di un’aria finissima, in quanto ben ventilato, delimitato dai citati fiumi, dalle acque limpidissime, fu secondo alcuni[4], dimora dell’imperatore Massimiano Erculeo dopo la rinuncia all’Impero[5]. Il barone Antonini, sulla scorta di Licofrone, vuole Molpa abitata per la prima volta dai Pelasgi e dai Tirreni, antichissimi popoli ariani, i quali, passati in Europa dall’Asia, la loro terra d’origine, circa 2000 anni prima della nascita di Cristo, dopo aver vagato per secoli lungo le coste del Mediterraneo, si fermarono, attratti dalla bellezza dei luoghi e dalla pescosità delle acque, su tutta la fascia costiera dell’attuale Cilento. La specie indigena del centro fu confermata dalla Zancani-Montuoro, la quale, dopo accurate indagini archeologiche, oltre ad affermare, in un suo interessante studio del 1949, essere Molpa una città ellenizzata, disse anche di aver ritrovato, sulla spianata rocciosa che strapiomba nel mare , resti di argilla seccata al sole e di legno carbonizzato, forse relativi a mura di mattoni crudi ed a pali infissi nei numerosissimi incavi circolari e rettangolari esistenti sul piano della roccia[6]. Mario Napoli in Civiltà della Magna Grecia, ci informa che scavi archeologici eseguiti sul promontorio della Molpa, hanno posto in luce una necropoli degli ultimi decenni del VI e dei primi anni del V secolo a.C., oltre a resti di fortificazioni di un centro abitato, dell’acropoli e di altre costruzioni del III secolo a.C. Aggiunge di aver trovato nella menzionata necropoli, vasi a decorazione geometrica[7]. Su promontorio della Molpa, si raccoglie un fiore misterioso e selvaggio: la <<Primula Palinuri>>[8][1] Cfr. T.C.I. Italia Meridionale 1928 p.717. [2] Cfr. Guzzo A., cit. p.65 [3] Due che si aprono nella parete del colle verso il mare sono facilmente accessibili . Le altre invece sono accessibili solo dal mare; tra esse è notevole la grotta delle Ossa, dall’ampia apertura e nella quale vi erano Ossa coperte da incrostazioni calcaree scambiate dall’Antonini per ossa umane e appartenenti ai naufraghi della flotta di Ottaviano - Vedi Appresso - Un’altra grotta, poco distante dal Lambro, è quella del Buon dormire, ( dei forestieri vi passarono la notte con perfetto riposo ecc. T.C.I., Antonini, Passim. [4] T.C.I. cit. p. 717. [5] Vedi appresso - Sapri. [6]P. Zancani-Montuoro- Siris, Sirino, Pixnte - in <Archivio Storico per la Calabria e la Lucania> 1949 - XVIII - p. 16 - rip. da Guzzo A., cit. p.65ss [7]Roma 1969 p. 167rip. ibidem [8] Galdieri E., Paesi salernitani di origine greca- Roma 1942 p.73 e Guzzo A., cit. p.60.
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Hotel Costa d'Oro |
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