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Storie e cultura del Cilento - "Il Cilento Antico" di Angelo Raffaele Amato Capitolo I Mondo greco e romano
L’esodo -
Le
donne e i riti orfici - I riti dionisiaci -
Le superstizioni
- La saggezza -
L’aldilà - La cultura
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. L’Aldilà
Da qualche tempo si è conclusa in S.Marco di Castellabate (con la messa in luce di un lembo di una necropoli romana, di epoca imperiale), la terza campagna di scavi archeologici. Abbiamo così potuto osservare e dedurre dai resti venuti alla luce che l’altra vita non era certo ignorata; le offerte che accompagnavano i defunti nelle tombe, alcune delle quali munite di tubo per le libagioni[1], stanno a provarlo e lo confermano i miti dell’aldilà. Evidentemente quei “poveri diavoli” (per lo più schiavi)[2], concepivano la vita dell’oltretomba, al pari delle genti mesopotaniche, grama e triste: i defunti continuano una misera esistenza, mangiando polvere e bevendo acqua sporca; solo le offerte dei congiunti rimasti in vita ne alleviano, di tanto in tanto, le miserevoli condizioni. Infatti, la maggior parte dei popoli antichi, consideravano la vita ” post mortem “ come un’esatta ripetizione (magari migliorata e idealizzata) di quella che vivevano. L’aspettativa di un’altra vita, oltre quella terrena, fu radicata e diffusa in tutti i luoghi e in tutti i tempi, per quanto varia ne fosse di volta in volta la concezione. Le immagini delle cerimonie funebri e del viaggio nell’aldilà, ritrovate soprattutto a Paestum, si concentrano sui banchetti e sui giochi, in genere sul ripetersi delle forme più liete e serene dell’esistenza terrena trascorsa, assicurano la forte coerenza delle concezioni del mondo antico con l’oltretomba, specchio al tempo stesso verace e idealizzato del nostro mondo [3]. Così la fede nell’aldilà si ricollega alle superstizioni, altro fondamento, di cui abbiamo già parlato, della vita antica. [1] Cfr. Amato A. R., - Il Paese delle Sirene ecc., cit. p.221. [2] Vedi appresso. [3] Cfr. Moscati S., cit. p. 206ss.
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