Domeniche di Maggio al borgo di Castellabate
|
fds BREVE DESCRIZIONE DI
CASTELLABATE A Castellabate sono chiaramente individuabili i resti di due antichi insediamenti: uno greco-romano, l’altro medioevale. Dei due, quello su cui è polarizzato maggiormente l’interesse degli studiosi e che costituisce motivo di interesse turistico, è il medioevale. I resti dell’insediamento greco-romano costituiscono un nucleo a sé, che si sviluppa nel sottosuolo della chiesa con alcune colonne monolitiche, frammenti di ceramica ed epigrafi latine, viceversa, gli avanzi dell’insediamento medioevale formano un tutto organico con il paese attuale e determinano l’aspetto tipico della sua struttura urbanistica ed architettonica. Questa nasce dal particolare modo con cui si è avuto nei secoli, lo sviluppo del borgo in rapporto al nucleo originario. Infatti, la sua struttura costituisce l’ossatura, lo scheletro su cui il paese si è abbarbicato ed è cresciuto. Lungo il perimetro della cinta muraria, in parte ancora esistente, è un succedersi di case che ora si sovrappongono, ora si incorporano, ora si addossano, strette finestre che talora sono vere e proprie feritoie, ambienti coperti a volte, spesso scavati nella viva roccia ai livelli inferiori degli edifici. All’interno del borgo sussistono case senza intonaci, spesso turrite, in un andirivieni di vicoli e gradinate; è un rincorrersi di superfici curve; una fuga di archi che ora si apre sulla piazzetta, ora sullo scenario del mare. Soprattutto le costruzioni più modeste presentano elementi medievali: scale esterne che collegano i due piani, rafforzate da archi rampanti, forni, piccole logge ad arco. Da Castellabate si ammira, con largo raggio, il bellissimo panorama. I monti formano un immenso ed accogliente anfiteatro, dalla parte di sud-ovest una continua catena di monti e di colline si estende fino al promontorio di Licosa e, formando un ampio seno, racchiude parte di quel mare che oltre ad essere quello che è, cioè un incanto, in quanto privo di qualsiasi inquinamento, è anche il mare più ricco di riferimenti mitologici. Quell’immensa prospettiva del mare, quella vista così aperta che spazia su tutto il golfo di Salerno e nelle limpide giornate anche sulla Costiera Amalfitana, Capri e qualche volta Ischia, quelle colline che dal lato nord-ovest, vanno declinando sino all’immensa spiaggia di “Lago” e quei monti e quelle valli di Alano, offrono tanti e così diversi, stupendi panorami che anche un bravo paesaggista si troverebbe impacciato a ritrarre tante misteriose bellezze della natura. Angelo Raffaele Amato |
Programma delle domeniche al borgo 2005 |
|
Hotel Costa d'Oro |
|